Tra i provvedimenti del governo Monti, ce n’è uno che più degli altri suscita stupore tra giovani laureandi e laureati.
Il provvedimento in esame riguarda principalmente:
- l’abolizione del valore legale del titolo di studio
- l’eliminazione del voto della laurea dal calcolo del punteggio nei concorsi pubblici.
La prima conseguenza, è che le università non sarebbero più sullo stesso piano, ma si verrebbero a creare “università di serie A” e “università di serie B”!
Quindi, nella creazione di un nuovo sistema di valutazione, non conterà il voto preso alla laurea, ma precisamente si terrà conto della qualità e del prestigio dell’università che ha emesso il titolo.
Insomma un 110 e lode preso ad una università ”meno prestigiosa” verrà valutato diversamente rispetto ad un 100 preso presso atenei prestigiosi e importanti.
Inoltre, se è vero che conta l’università di provenienza, lo stesso non si può dire per ciò che riguarda il voto della laurea e il corso di laurea frequentato. Quindi, tutto ciò comporta che l’ammissione ai concorsi pubblici avviene, a prescindere dal voto e dal settore in cui ci si è laureati.(Ad esclusione di quei settori dove le specificità della laurea servono,come per architetti e ingegneri)
L’importante, insomma, è avere la laurea!!!
Lo scopo di questo provvedimento è quello di valutare non il curriculum del soggetto interessato,ma le sue reali attitudini,capacità e competenze.
Questa riforma del sistema universitario porterà vantaggi o svantaggi ai laureati? Staremo a vedere.
Scritto da Serena Ciancio
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