L’uomo osservando l’universo si è sempre posto questa domanda per cercare di comprendere la propria origine e la collocazione che ha nell’ordine delle cose. Il progresso scientifico ha dischiuso nuovi orizzonti conoscitivi e ha posto avvincenti ed inedite sfide : è l’ avventura della conoscenza che secondo Einstein trae la sua motivazione più profonda da un irriducibile senso del mistero presente in ognuno di noi.
Una disciplina che ha conosciuto, a partire dal secolo scorso , uno sviluppo impetuoso è stata la cosmologia che , grazie al progresso tecnologico degli strumenti di osservazione, ha potuto sondare sempre più in profondità gli immensi spazi cosmici per mettere alla prova le diverse teorie formulate.
E non sono mancati i rivoluzionari colpi di scena come la scoperta inattesa dell’astronomo tedesco Zwicky (1933) che studiando l’ammasso di galassie della Chioma rilevò velocità superiori a 3 milioni di chilometri all’ora implicando, questo valore, una massa 50 volte maggiore di quella risultante dalla somma delle galassie componenti l’ammasso. Da ciò Zwicky dedusse l’esistenza di una “materia oscura” responsabile dell’anomala velocità e questa sua ipotesi, anche se all’inizio fu accolta con scetticismo dalla comunità scientifica, ha poi trovato conferma in studi successivi compiuti su altri sistemi galattici. I dati attuali relativi a migliaia di galassie compresa la nostra evidenziano come esse siano costituite da “materia oscura” nella misura del 90% ! Il fatto più sconcertante è che nessuno sa cosa sia questa materia oscura : non c’è nulla di cui oggi abbiamo conoscenza attraverso la fisica atomica e subatomica che corrisponda o assomigli a ciò.
Ma le sorprese non sono finite qui. Circa 12 anni fa alcuni gruppi di ricerca mentre effettuavano studi su delle supernove si imbatterono in qualcosa di assolutamente inaspettato. Poiché, come sappiamo dalla fisica, gli oggetti dotati di massa nell’ universo si attraggono, l’attrazione gravitazionale reciproca e risultante dovrebbe frenare, ad esempio, il moto di allontanamento delle galassie. Ma i ricercatori scoprirono che, anziché diminuire, la velocità di questo moto appare in aumento: l’espansione dell’universo sta accelerando, in contraddizione con le conoscenze di prima e ciò implica l’esistenza di una sostanza responsabile di questa accelerazione , qualcosa di profondamente diverso dalla materia , “oscura” o meno che sia, a cui è stato dato il nome di “energia oscura”. Dai dati osservativi emerge che questa nuova sostanza rappresenta la componente preponderante dell’universo ( 72% ,vedi diagramma) e nessuno sa quale sia la sua natura al pari della materia oscura !
Allo stato attuale delle nostre conoscenze dell’universo, solo il 5% è rappresentato dalla materia “ordinaria” cioè atomi , molecole, come quelle che costituiscono il nostro corpo e gli oggetti visibili del cosmo, mentre il resto è costituito da queste nuove entità di cui si ignora l’origine e la composizione. Gli scienziati confidano che i nuovi progressi teorici e sperimentali, in particolare gli esperimenti effettuati al Cern sulle particelle elementari potranno aprire qualche spiraglio di comprensione per l’identificazione di possibili candidati al ruolo, per esempio, di materia oscura, ma, per il momento, si brancola nel buio e pertanto, vengono in mente le parole di Newton:
“Non so come il mondo potrà giudicarmi ma a me sembra soltanto di essere un bambino che gioca sulla spiaggia, e di essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia più bella del solito, mentre l’oceano della verità giaceva insondato davanti a me.”
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